L’IDEA


Perché Progetto Rialto?

Il mercato di Rialto è in crisi, ma tutti i mercati italiani ed europei attraversano analoghe difficoltà. Le ragioni non sono da attribuire solo al fatto che Venezia perde popolazione residente, ma ai cambiamenti di abitudini commerciali e alla competizione dei supermercati ormai diffusi in tutti i sestieri.

Tra le città italiane Bologna, Firenze, Torino, Milano, tra quelle europee Barcellona, Toulouse, Amburgo, Lubecca, Parigi, Londra hanno ripensato ai loro mercati proponendone una rivitalizzazione basata sulla commistione tra attività culturali e produzione e vendita in loco di cibo tradizionale fresco e cotto che può essere asportato o consumato in punti di ristoro.Venezia non lo ha fatto, né lo sta facendo.

L’ Associazione Progetto Rialto, lavorando in sintonia con il Comitato Rialto Novo, formula l’ipotesi che si possa innescare un processo di rivitalizzazione del mercato cominciando dall’edificio della Pescheria, che potrà investire anche alcune botteghe nei dintorni e gli spazi in via di svuotamento delle Fabbriche Nuove

Per cominciare comunque, al piano terra della Pescheria, accanto ai banchi di pesce fresco, è possibile pensare di allestire un gruppo di tavolini per il consumo in situ di cibo veneziano tradizionale prodotto dai titolari degli stessi banchi secondo il modello del Marché des Enfants Rouges di Parigi. I destinatari previsti sono i residenti (che devono ‘riappropriarsi’ del mercato), gli studenti, ma anche i turisti. Al piano superiore dell’edificio potrebbero invece coesistere più funzioni culturali destinate anche a pubblici diversi.

Alcuni membri della nostra Associazione con i propri strumenti (che sono studio, ricerca, analisi dei fenomeni storici e capacità di narrazione), muovendosi anche a scala internazionale ha cominciato a riflettere sulle iniziative culturali che potrebbero essere sviluppate dal Muve, in collaborazione con le Università e le istituzioni culturali cittadine che hanno dato il loro patrocinio. Ne sono un esempio la mostra Rialto. Centro di una «economia mondo» fatta nella primavera del 2019 all’Archivio di Stato di Venezia e il ciclo Le lezioni della storia alle Gallerie dell’Accademia (30 gennaio -21 maggio 2020): il numero dei visitatori alla mostra e degli ascoltatori delle conferenze è una testimonianza dell’interesse sentito sulla questione.

Quando, all’inizio di questa avventura, abbiamo parlato di Museo sulla storia di Venezia nel commercio internazionale, non pensavamo tanto ad una semplice raccolta di oggetti, ma ad un centro / laboratorio sul modello di altri musei stranieri (soprattutto relativi alla Storia della città) che esistono o si stanno costituendo sulla base dell’idea di poter essere un luogo di incontri, di raccontie diaggreggazione  dei cittadini.

Tra gli usi suggeriti per il primo piano dell’edificio della Pescheria, proponiamo:

a) un ampio spazio espositivo e di incontri nel quale il MUVE (proprietario dell’edificio) potrà allestire delle Mostre a tema, relative a “Venezia come centro di un’economia mondo”, avvalendosi anche di esperti;

b) un portale d’accesso a percorsi conoscitivi sull’area di Rialto (Il “cervello della città”);

c) Scuole estive, laboratori, corsi sul cibo (come a al Mercato Centrale di Firenze), o sull’artigianato di qualità, sul merchandising nei musei, destinati ad un pubblico ampio;

d) presentazione di libri;

e) nella loggia affacciata sul Canal Grande potrebbero essere allestiti una bottega di oggetti di artigianato di qualitàe/o una caffetteria aperti alla città, anch’essa con proposte di cibo provenienti dal territorio, da Venezia e dalla laguna, gestiti da un possibile finanziatore dell’operazione di restauro dell’edificio, a completamento dell’intervento di base auspicabilmente operato dal Comune;

f) una gestione dello spazio espositivo e di laboratorio da parte del MUVE condivisa con un gruppo di esperti della Storia economica e commerciale, oltre che della Storia materiale di Venezia, rappresentativa degli interessi culturali cittadini potrebbe anche essere un’occasione per valorizzare i ricchissimi depositi del Correr (e forse anche quelli di altri musei veneziani come quelli della Ca’ d’oro e dell’IRE).

Il progetto ha ottenuto il patrocinio delle Università Iuav e Ca’ Foscari di Venezia, del Dipartimento Beni Culturali dell’Università di Padova, dell’Accademia di Belle Arti, dell’Ateneo Veneto, dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, della Fondazione Cini, della Associazione degli Artigiani e del CNA, istituzioni che si sono dichiarate disponibili a collaborare a iniziative didattiche e/o culturali che vengano avviate con il Muve nell’ambito dello stesso progetto.  Anche con l’Archivio di Stato è in corso di approvazione una convenzione per lo sviluppo di attività culturali e formative.

La guardiania degli spazi potrebbe essere affidata alla Cooperativa degli studenti di Ca’ Foscari con modestissimo dispendio di spesa

In definitiva: proponiamo l’istituzione di una Tavolo di discussione (una Commissione paritetica Comune/Muve/categorie interessate) (della quale quindi la nostra associazione chiede di far parte) per la gestione della fase progettuale ed esecutiva di un programma che, essendo complesso come quello qui illustrato, richiede sforzi molteplici e che si muovano in sinergia.